Siberia

Dramma in Tre Atti

di

Luigi Illica

Musica di

Umberto Giordano


(1903)


Personaggi:

Stephana, Soprano
Vassili, Tenore
Glèby, Baritono
Walitzin, Basso
Nikona, Mezzo Sporano
La Fanciulla, Soprano
Alexis, Tenore
Il Cosacco, Tenore
Il Banchiere Miskinsky, Baritono
Lo Starosta, Baritono
L'Invalido, Baritono
Ivan, Tenore
Il Sergente, Tenore
L'Ispravnick, Tenore
Il Capitano, Basso
L'Ispettore, Basso

Atto primo: A Pietroburgo, nella prima metà del secolo XIX. Nell'agosto, all'alba della festa di Sant'Alessandro.
Atto Secondo: Alla frontiera, fra Siberia e Russia. La poloo-tappa da Omsk a Kolyvan.
Atto Terzo: In una "Casa di Pena" nelle miniere del trans-Baikal.


Atto Primo.

La Donna.

(Nella "Rotonda" della elegante palazzina, regalata dal pricipino Alexis Frouwor a Stephana "La Bella Orientale", Nikona veglia inquieta aspettando la sua padrona in compagnia di Ivan, uomo di fiducia, maggiordomo, cameriere, ecc., ecc. Già, fuori, dalle chiese, le campane hanno preannunziata la imminente alba della "Festa di Sant'Alessandro". I traktir hanno preparata la gran gioja russa tenendo cantina aperta tutta la notte! Notte di esaltazione sempre fittizia di popolo alla vigilia di una guerra, specie poi nel popolo russo; esaltazione eccitata da brindisi di votka e di poncini all'aria aperta, mantenuata alta e viva da canzoni che sembrano di gioja e in fondo tradiscono e rivelano tristezza, sconforto e la brama di oblio. I soldati dei regimenti in partenza per la Turchia hanno ai melanconici canti dei mugiki, ingombranti sempre fedelmente tutti i traktir della capitale prima, durante e dopo ogni festa, uniti i gloriosi canti di guerra.

Stephana "La Bella Orientale" tarda più del consueto a rientrare e la notte tumultuosa non è tale da rassicurare la povera e fedele Nikona che ad ogni momento si leva dalla poltrona per spiarne fuori dalla balconata il ritorno, finora sempre inutilmente. Ivan, più filosofo, sonnecchia sulla sua sedia presso la gran porta a vetri, il capo penzoloni e dondoloni sul petto.

Lontanissima fuori si perde colla notte nella nuova luce dell'alba una canzone di mugiki.)

Coro Interno: Godi dunque il tuo sole
se c'è sole; godi la luna se
La luna c'è— È vita anche
La tua chè, se Dio vuole
c'è in ultima la morte anche per te.

Ivan: (di sprassalto:) La Bàrina?

Nikona: (di nuovo dalla poltrona alla balconata)
No! Non ancora! (e torna disillusa...) Quali imprudenze.
Ah, come sono in pena ...!

Ivan: (sbadigliando e stendendosi si avvicina lentamente alla finestra ... Guarda sorpreso fuori)
Di già l'aurora!... Spegniamo!...
(nell'atto di spegnere si arresta ed ascolta)
Sull'arena dei passi ...

Nikona: Guarda!

Ivan: (ritorna alla balconata e resta a guardare)
Nessuno!
(Va a spegnere. L'alba penetra rossa rossa, alba agostana, nella Rotonda!)

Nikona: (Lontano suono di campanello alla porta d'ingresso dello scalone. Sorpresa:)
In basso suonano!...

Ivan: Vò! (esce)

Nikona: Come tarda! ...(poi, presa da spavento, ascolta presso alla porta di dove è uscito Ivan.)
Forse Glèby ...? Scommetto che ha già qualche sospetto.

(entra Glèby.)

Glèby: (a Nikona:) La signora? Due parole ...
Un affare! ... In grande!... D'oro! ...

Nikona: (chiude destramente a chiave l'uscito della stanza da letto di Stephana. Subito frapponendosi:)
Indisposta...

Glèby: (bonariamente l'allontana:) Poco importa! Va, ti scosta!
Dalla porta parlerò! (picchiando alla porta) Stephanuccia? ...
(picchia ancora) Stephanuccia? ... (apre bruscamenta l'uscio)

Nikona: (strilla impaurita:) No! Dico di no!
(La respinge brutalmente)

Glèby: Sì, dico di sì! (Entra. Poi, esce furibondo, trasformato, livido:)
Nessuno!! (afferra Nikona pel braccio) Fuori? Con chi?
Dove passò la notte? (scuotendola per le braccia)

Nikona: Ahimè!

Glèby: Sù, parla! parla!

Nikona: (con voce soffocata dal dolore)
No! ...

Glèby: Parla! parla! (ma a una idea che gli balza, la lascia.)
Ah, già?... (scoppia in un riso sdegnoso e ironico.)
Un amante del cuor! ... L'epidemìa delle donne come Stephana...

Ivan: (accorre:) Il principe!

Nikona: (con un grido di dolore:) Perduta!

Glèby: No! Glèby è qui a salvar la situazione!
(fa entrar Nikona nella stanza di Stephana)
Tu torna là! Sii scaltra ed attenzione!

(Il pricipo Alexis in divisa di ufficiale degli usseri della guardia imperiale in comitiva di amici, fra questi il capitano Walitzin del regimento Kalonga, altri ufficiali quasi tutti appartenenti allo stato maggiore e addenti ai di casteri del ministero della Guerra. Due o tre in frak a bottoni d'oro, fra questi il Banchiere Miskinsky.)

Alexis: Avanti! (e penetra procurando di far meno rumore possible)

Ivan: (al principe) Eccelenza?

Alexis: Stephania? ...

Nikona: (appare fra i cortinaggi della porta) Dorme!

Alexis: Dorme? ... sorpreso) Tutta Petersbourg saluta lo
Tzar che va alla guerra e c'è chi dorme?

Walitzin: Vuol corte sia il respetto ai bei sogni d'una dama!

Glèby: Dico! ... Penso! ... Vorrei! ... Direi:
"Che importa se è notte o dì?
Invece d'una vieta serenata perchè come lo vuol moda francese
Alla sua porta con dea cortese no susurriamo qui una Mattinata?"

Miskinsky, Walitzin, e CORO: Glèby, grand'uomo!

Alexis: E l'accompagnamento?

Walitzin: Ce lo farà il più nobile strumento,
il più antico e moderno ...

Miskinsky, Alexis, Glèby e CORO: Qual?

Walitzin: ...la spada!
( battendo leggermente sul fodero della sua spadane fa udire il tintinnio bizzaro)
Così! ( battendi anche lui sulla sua spada)

Alexis e CORO: Così!

Glèby: (leva fuori dal taschino del panciotto due rubli)
Ed io senza istrumento? No! Due rubli tintinnar farò! ( e batte insieme i'rubli)

Miskinsky: Chi canta?

Glèby: Io suono i piatti!

Walitzin: ( a Glèby) Voi!

Glèby: Io?

Alexis, Miskinsky, Walitzin, e CORO: Sì!

(batte i suoi rubli come per dare il segnale do attacco.)

Glèby: (sospirato) O bella mia,
perchè i begli occhî tu chiudi?
Vuol rispecchiarsi ne' tuoi sguardi il ciel, vuol il rispecchiarsi
| il ciel ne' tuoi sguardi!
| O bella! La sferra del mio cor
| Già segna irrequîerta l'ora diana ma, ahimè
| non sorge ancor, o mia Stephana,
| Del tuo amor il sole, O bella mia!
|
| Alexis L'incanto caccia de' bei sogni ignudi,
| De' bei sogni ignudi! O bella mia!
| Ma non sorge ancor, o mia Stephana,
| il sole del tuo amor, O bella mia!
|
|Walitzin: Che fanno dormir tardi!
| O bella mia! O bella mia! O bella mia!
|
|Miskinsky: ( Imitando il pizzicato) !
| O bella mia! O bella mia! ( Imitando il pizzicato) !

|Glèby: O bella mia, concedi al canto lieve,
| d'entrar nella tua stanza desiata!
| Deh, non vietar, deh, no vietar le tue beltà di neve.
|
| Alexis Deh, non vietar...

Glèby, Alexis, Miskinsky, Walitzin, e CORO:
Deh, non vietar deh, no vietar le tue beltà di neve.

Glèby (acenna verso la sala da gioco) Intanto... un colpettin di Baccarà!

Alexis ( approva, e precede gli amici avviandosi. Alla comitiva:)
Di bella dama la toeletta è cosa misteriosa...
( e tutti lo seguono e scompajono, mentre Glèby sperto un cassettino segreto della console ne toglie un mazzo di carte evidentemente preparato e raggiunge la comitiva.)

Nikona: (uscendo dalla stanza di Stephana)
Hanno cantato al nulla ... le cicale!

[In progress]